L'Italia dei Nomi
Introduzione
Che cos'è un NOME? Sotto questa voce il Dizionario Garzanti Italiano riporta, tra gli altri, il seguente significato: "nome proprio che designa individualmente una persona all'interno della famiglia a cui appartiene (è detto anche nome di battesimo)".
La situazione attuale è quella per cui i nomi individuali sono etichette privi di un significato linguistico (anche se un residuo di questo significato può ancora sussistere in alcuni di essi, come Amato, Benedetto, ... ).
Il nome proprio di persona ha la funzione di identificare e distinguere, all'interno di un gruppo sociale, un determinato individuo; ha inoltre la capacità di fornire informazioni sulla zona di residenza o di provenienza, sulla condizione sociale, economica, culturale o religiosa sulle ideologie politiche dei genitori o di chi ha imposto il nome e quindi, attraverso essi, sulla persona stessa denominata.
L'origine dell'onomastica personale italiana può essere riferita all'arco di tempo compreso tra l'inizio del IV e il V secolo, quella fase cioè che coincide con l'affermazione del cristianesimo in gran parte del mondo romano e soprattutto in Italia.
La norma è costituita dai nomi tradizionali romani e latini, o dai molti nomi greci penetrati nella società latina, insieme a vari altri nomi esotici (ebraici, celtici, germanici, ... ).
Fino a tutto l'alto medioevo il nome individuale è stato "nome unico" (seguito, quando necessario, da un'ulteriore definizione, come il patronimico, cioè l'indicazione del nome del padre o l'etnico, cioè il nome della località di residenza o di origine): da questo momento si apre il processo storico che conduce alla formazione del sistema attuale dei nomi individuali in Italia.
Ma quanti sono attualmente i nomi italiani? Le forme nominali presenti a livello nazionale sono circa 128.000. La maggior parte di questi sono però estremamente rari, quindi si può affermare che i nomi siano circa 17.000 (almeno quelli che non compaiono solamente una volta o due all'interno del panorama nazionale).
Il Nome è inoltre un infallibile rivelatore della comunità, delle sue scelte e delle sue vicende. I cognomi ormai sono burocraticamente cristallizzati: acquistando importanza appena come testimoni di una provenienza, ci parlano delle nostre origini e del nostro passato, i nomi dichiarano invece come ogni generazione, scegliendo e inventando, stia a metà fra il desiderio di tradizione e quello di rottura.
Nel mare dell'onomastica confluiscono innumerevoli voci dalle provenienze più disparate: da ultimo le comunicazioni di massa, guidate dalla televisione, hanno condotto, attraverso un processo di rapidissima omologazione, ad una drastica riduzione del repertorio in pochi decenni, che al momento appare irreversibile. Sono decaduti infatti, soprattutto nel Nord e nel Centro Italia i nomi religiosi e laici tradizionali, e si è attenuata fortemente la tendenza ad imporre nomi che continuino la tradizione onomastica familiare.
La scelta è fondamentalmente condizionata dal livello di "cultura" intesa come responsabilità, indipendenza critica dai modelli imposti dallo spettacolo, dallo sport, dai mass media e in particolare dalla televisione. E questa cultura non è necessariamente identificabile con la condizione sociale ed economica, con la sfera di attività e il titolo di studio.
Il nome ha così acquistato un ruolo preminente di connotazione e personalizzazione in riferimento ai modelli proposti da mode che hanno per lo più breve durata. I cicli di queste mode erano lunghi nel passato e si protraevano anche per secoli (basti pensare ai nomi letterari, religiosi e storici); oggi tali cicli sono molto più corti in quanto tanto più mutevoli sono le mode stesse.
Nel seguente dizionario per ora sono stati registrati i 300 nomi più comuni (divisi equamente tra maschili e femminili) che insieme coprono circa il 75% delle forme nominali presenti in Italia. Tali nomi sono solo quelli che hanno una grafia italiana: per quelli stranieri (si badi bene, non l'origine, ma la grafia) si rimanda al referente italiano più vicino.
Per ogni occorrenza nominale viene fornita una descrizione che tiene conto della sua origine, del suo significato e di quanto può esserci di curioso ad esso legato.
Questo perché, dopo quanto è stato detto, è sicuramente importante avere uno strumento che permetta di registrare anche quei nomi che attualmente godono di minore popolarità, ma che hanno radici storiche assi lontane nel tempo.
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